16. ago, 2022

Romanzo/ “Taceranno anche i passeri” di Gianni Mattencini: un giallo nell’Italia monarchica e fedele

Recensione

“Taceranno anche i passeri”: è l’ultimo romanzo investigativo del giudice Gianni Mattencini, ambientato a Bari, nel 1926, durante i primi anni d’insediamento del regime fascista.
Tutto ha inizio col suicidio di Gaetano Innamorato, un impiegato delle Ferrovie trovato impiccato, nel suo ufficio, una mattina d’aprile. Un gesto estremo apparentemente dettato dall’infelicità dell’uomo – introverso, schivo e senza amici – trasferito a Bari, da Ancona, per effetto di una punizione disciplinare.
Nessun biglietto lasciato a corredo dell’atto: un caso, formalmente, già risolto. Se non fosse per una collezione di fotografie osé ritrovate a casa dell’uomo insieme a una pila di lettere indirizzate a una giovane donna sposata.
Per il sostituto procuratore del re, Alcide Saponaro e per il maresciallo Albino Casati, l’assenza d’indizi evidenti non era sufficiente per archiviare il caso; per il magistrato, scavare alla ricerca d’irregolarità nella gestione delle Ferrovie di Stato, rappresentava una ghiotta occasione per fare carriera nel nuovo regime.