26. giu, 2021

Lo spettro degli attacchi di panico, perché sono improvvisi e come uscirne

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Lo spettro degli attacchi di panico, perché sono improvvisi e come uscirne
26 Giugno 2021 Lisa Di Giovanni

Molto spesso si sente parlare di attacchi di panico, senza saperne il vero significato e, di conseguenza, sottovalutandone la gravità. Un attacco o crisi di panico, è un momento che si può ripetere più volte nell’arco di una giornata, di un periodo o dell’intera vita, dove si percepisce una profonda paura e ansia, le quali possono tramutarsi in sintomatologie psicosomatiche (vertigini, tachicardia, paura di incontrare la morte nel momento in cui accade, brividi, dolore nella zona del petto, impossibilità di muoversi, sudorazione intensa e palpitazioni). Si tratta di un disturbo piuttosto comune, il quale però non sempre riesce a ottenere un’identificazione immediata, in quanto per molte persone è ancora un ‘tabù’ e si pensa subito di star subendo un infarto. Si dimostra importante, dunque, imparare a riconoscere un attacco di panico, capire il motivo per cui si verifica improvvisamente e imparare a uscirne.

Perché l’attacco di panico è improvviso
Solitamente, il primo attacco di panico si genera in seguito a traumi, determinati disturbi psichici, eventi scioccanti, periodi colmi di ansia e stress. Il tutto parte con una lettura mal interpretata della nostra mente nei confronti di una situazione, che può riportare a ricordi particolarmente significativi, in senso negativo, che hanno caratterizzato un tempo della propria vita. Oppure si verifica a causa di disturbi specifici come l’agorafobia o la claustrofobia. La prima crisi di panico si dimentica molto difficilmente e da qui nasce un’ulteriore paura: la paura della paura. Inizialmente non si comprende cosa sta succedendo e, la maggior parte delle volte, si crede di essere vittime di un infarto o, comunque, di un evento mortale. Nasce allora il terrore di dover subire di nuovo attacchi simili, per timore di morire o di riprovare quelle sensazioni terrificanti. Per fortuna, nonostante l’esperienza segnante degli attacchi di panico, si può confermare che non hanno alcuna influenza sulla salute fisica. No, non si sta per morire. Sì, è la propria mente a montare il tutto. Dopo il primo avvenimento, è possibile che ve ne siano altri nel tempo. Nemmeno quelli in realtà sono così improvvisi come si crede. Per esempio, se durante il primo attacco di panico vi erano dei rumori assordanti (musica, folla di gente e così via), è probabile che se ci si ritrova in una situazione di suoni disturbanti, la mente lo associ alla situazione spiacevole di panico sviluppatasi in precedenza. E allora ecco che si genera un altro attacco di panico. Tutto questo avviene in maniera inconsapevole, quindi risulta complesso accorgersi immediatamente del perché queste crisi di creino a ‘ciel sereno’. Con il tempo e l’informazione, si sarà in grado di riconoscerle e, soprattutto, di gestirle in maniera efficace e talvolta di prevenirle.