30. nov, 2020

Recensione: ‘Mia nonna fuma’ il romanzo d’esordio di Alessandro Raschellà

Un'autobiografia particolare, come il protagonista che scrive di sé senza mai chiamarsi per nome e fa del suo disturbo dell'attenzione un vezzo


‘Mia nonna fuma’è il romanzo di esordio di Alessandro Raschellà edito nel 2019 in seconda edizione. La parte più interessante del libro è la copertina, i colori e la scelta grafica rendono la pubblicazione particolarmente accattivante, vale lo stesso per la scelta del titolo.

L’intenso e curioso monologo del protagonista, che non si chiama mai per nome come non cita mai i suoi compagni di avventure né le città che visita nel corso del suo racconto di mezza vita, è un dialogo di natura introspettiva senza filtri né censure. Scrivere un’autobiografia non è assolutamente semplice, lo scrittore deve trovare la formula giusta per arrivare al lettore e mantenere alta l’attenzione. L’autore in questo romanzo parla di storie reali vissute in prima persona partendo da un particolare, del quale il protagonista stesso soffre: il disturbo di concentrazione, in psicologia il cosiddetto disturbo dell’attenzione. Nonostante egli stesso si definisca ‘distratto, autistico, cinico, accidioso, indifferente e insensibile’ nel suo libro cita e riporta innumerevoli riferimenti alla musica e alla letteratura nonché a bizzarri e originali rimugini mentali.