30. dic, 2018

Daylight. La libellula e il tulipano rosso di Lisa Di Giovanni (Youcanprint)

L’eterogeneo quadro creato da Daylight è piuttosto caotico, ma fortunatamente è privo di giudizi.

La definizione ideale della singolare raccolta di poesie Daylight, opera di Lisa Di Giovanni pubblicata da poco attraverso una piattaforma di self-publishing, è inclusa in una delle sue stesse prefazioni, che parla di una “continua corsa tra i versi che mai vede un arrivo”. Si ha infatti la sensazione che, tra le pagine eterogenee di questo volume, che raccoglie letteralmente una vita di pensieri, non ci sia né un inizio né una conclusione, ma che l’andamento dei contenuti abbia una direzione circolare, rimbalzando tra riflessioni, emozioni, attimi di vita vissuta e innumerevoli simboli senza soluzione di continuità. La silloge, divisa in quattro sezioni (dedicate rispettivamente a componimenti in versi, racconti, brevi pensieri in prosa e poesie, raccolti in due precedenti pubblicazioni, Il tulipano rosso e La libellula), racchiude infatti un dialogo interiore che la Di Giovanni intrattiene con la propria anima e le proprie elucubrazioni, senza una fissa direzione e senza un apparente scopo oltre a quello, incontrovertibile, della conoscenza di sé. “Non leggermi […] se il mio fuggire non ti è chiaro”: è l’autrice stessa che, rivolgendosi a un tu ideale – che passa da una persona concreta a ognuno di noi – fornisce a chi legge la chiave della propria scrittura, che dimostra palesemente di non imporre interpretazioni, ma di lasciare a chiunque la libertà di trovare, tra i versi, la parafrasi che più vi si adatta.